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V Domenica di Quaresima – Anno C - Chi di voi è senza peccato getti per primo la pietra (Gv 8,1-11).
Non molti sanno forse che questo brano non è originariamente parte del vangelo di Giovanni e manca nei manoscritti antichi più autorevoli mentre in altri è messo nel vangelo di Luca. In realtà questo episodio fa parte di quella grande quantità di materiale riguardante Gesù tramandato fuori dai vangeli. Provvidenzialmente, però, nonostante anche i Padri della chiesa fossero in imbarazzo a commentare questo brano, che sembra un’apologia dell’adulterio, è arrivato fino a noi, mostrandoci ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, la rivoluzione portata da Gesù nelle relazioni umane, soprattutto per quel che riguarda la condizione delle donne in società in cui erano messe sullo stesso piano delle cose o delle proprietà del maschio. La propensione all’uso della forza verso i deboli (oggi abbiamo fin troppi esempi a livello di popoli calpestati, come quello palestinese) viene disarmata da Gesù con il ricordo di un dato fondamentale: nessuno è senza peccato per cui nell’esercizio del giudizio verso chi sbaglia è necessario guardare al colpevole con un atteggiamento di solidarietà, in quanto ciascuno di noi prima o poi potrebbe venirsi a trovare in una condizione simile. Il che non significa avallare il male ma piuttosto prendere coscienza che esso non è fuori di noi perché ne siamo parte e quindi, quando una persona sbaglia, è necessario aiutarla ad emendare il proprio errore piuttosto che eliminarla per sempre. È il motivo dell’assurdità della pena di morte che in realtà è solo un omicidio di stato come è anche assurdo pensare che gruppi di persone siano in quanto tali produttori di male in opposizione ad altri gruppi considerati invece immuni dal commettere errori. Pensiamo alla questione immigrati che oggi sono il capro espiatorio preferito dell’Italia destrorsa e dell’America trumpiana, come se la delinquenza in questi stati non fosse mai esistita e sarebbe quindi un prodotto di importazione. Non dimentichiamo però che la mafia e la camorra sono prodotti nostrani da ben prima che arrivassero gli immigrati e che la cosiddetta più grande democrazia del mondo è fondata sullo sterminio sistematico di popoli che stavano in quei territori da migliaia di anni. A quegli uomini zelanti che volevano occidere la donna colta in adulterio (e che fine ha fatto l’adultero che era con lei? Stava tra i tiratori di pietra magari affermando che era stato stregato da quella donna?) faceva comodo lavarsi la coscienza dei propri crimini attribuendoli con un rito collettivo alla persona più indifesa, ma questo tipo di azione non toglie il fatto che erano colpevoli anche perché vedevano nella donna solo l’oggetto delle loro pulsioni e non un essere umano da rispettare, pur con tutti i suoi naturali difetti.
La Preghiera della Memoria
Attraverso i
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Belvedere del Rogate